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La parte inferiore del divano: perché dovremmo diffidarne? - Kipli

La parte inferiore del divano: perché dovremmo diffidarne?

Scoprite di più sui retroscena del fulcro del vostro salotto: il divano!

Come elemento centrale del soggiorno, il divano occupa un posto fondamentale in casa. È un elemento decorativo che cattura lo sguardo, una fonte di conforto, un luogo di condivisione... Ci accompagna ogni giorno, sia nei momenti di relax che nelle occasioni di convivialità. Ma lo conosciamo davvero? Per quanto morbido, comodo o di design possa essere il divano, non è sempre così invitante come sembra. Tra produzioni poco trasparenti, innumerevoli importazioni e composizioni rischiose, il nostro amato divano potrebbe nascondere molti segreti.

Una situazione scomoda

Oggi sappiamo che i mobili influiscono sulla qualità dell'aria interna. Essendo realizzati con materiali sintetici, adesivi chimici e altre sostanze di origine petrolchimica, rilasciano composti organici volatili (COV) che compromettono la qualità dell'aria interna.

Mentre i prodotti per l'edilizia e l'arredamento devono recare un'etichetta "Emissioni nell'aria interna" che fornisce informazioni sul livello delle emissioni di COV, i divani ne sono esenti. Di conseguenza, per l'utente è impossibile valutare il loro effettivo impatto sulla qualità dell'aria.

La grande maggioranza dei divani, tuttavia, contribuisce in modo significativo all’inquinamento dei nostri ambienti domestici. Dalla struttura all’imbottitura, dalle molle al rivestimento, vi si trovano diversi materiali sintetici: schiuma, poliestere, similpelle, coloranti chimici ecc.

Questi materiali non solo hanno un impatto sulle nostre case, ma comportano anche un processo di produzione dannoso per l’ambiente. In Francia, la maggior parte dei divani viene importata dai paesi asiatici. Si è così creato un forte legame tra la scarsità di materie prime in Asia e il mercato dei divani in Francia, in particolare a causa dell’aumento dei prezzi e dei tempi di consegna più lunghi.

Secondo l’INSEE, tra il 2019 e il 2020 la spesa nel mercato dei divani in Francia è diminuita di oltre il 5%. Eppure, dopo il lockdown, la tendenza avrebbe dovuto riflettere piuttosto un aumento di questo tipo di acquisti, dato che i francesi, una volta terminato il lockdown, volevano riarredare casa o traslocare: ad esempio, il settore del fai da te ha registrato un aumento del fatturato di quasi il 3%.

Tra la sua produzione, il suo trasporto e il suo utilizzo, il divano presenta in definitiva aspetti meno accoglienti di quelli che si conoscono. La buona notizia è che la consapevolezza sta crescendo e stanno nascendo soluzioni più sane e responsabili.

Un futuro più sereno

Una parte dei francesi, sempre più attenta al proprio impatto ambientale, sta adottando un nuovo modello di consumo più responsabile. Mentre il “Made in France” è in ascesa, l’acquisto di prodotti locali viene addirittura considerato da alcuni come la regola d’oro per i beni di uso quotidiano.

Inoltre, la composizione e l’elenco degli ingredienti suscitano sempre più la curiosità degli utenti. I prodotti naturali, biologici e poco lavorati attraggono molti consumatori, ma che dire del divano? I materiali naturali non solo sono più salutari, ma offrono anche un maggiore comfort e una maggiore durata. La morbidezza del cotone, la leggerezza del lino, la morbidezza del lattice naturale... una miscela salutare che invita a veri momenti di relax. La scelta di un divano responsabile è quindi la migliore alternativa per ottimizzare il benessere dell’utente, ma anche per prendersi cura della sua salute e del pianeta.

Scegliendo un divano realizzato con cura e con materiali naturali, il consumatore opta per una qualità sinonimo di durata nel tempo. Non sarà necessario sostituirlo tanto presto! Una tendenza che si osserva sempre più spesso in Francia: consumare meno, ma meglio.

A suo livello, Kipli si impegna a rispettare precisi impegni per offrire un divano che sia tanto comodo e armonioso quanto salutare e sostenibile: materiali naturali, produzione francese, fornitori locali, colla a base d’acqua, legno proveniente da foreste francesi gestite in modo sostenibile...

In generale, giorno dopo giorno vengono sviluppate nuove soluzioni, sia per quanto riguarda i materiali utilizzati e i processi di produzione, sia per quanto riguarda il trasferimento degli stabilimenti in Francia. A poco a poco ci stiamo così avvicinando a un mondo più ragionevole, affinché non ci siano più segreti e i nostri mobili non abbiano più nulla da nascondere!

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